La Sassa (LI): Giulia e i Turisti per kaos

Giulia ha fatto una scelta di vita certamente inconsueta, probabilmente in controtendenza, soprattutto per una donna giovane: lasciarsi alle spalle la metropoli e il tanto agognato “posto fisso” per venire a vivere alla Sassa, uno dei borghi più piccoli e arroccati della Val di Cecina, con una natura “selvatica” e panorami infiniti.

Il 17 febbraio però Giulia è tornata nella “sua” Milano da vincitrice, per ricevere il primo premio del concorso “Talenti Italiani” consegnatole nel corso della BIT, la Borsa Italiana del Turismo.

Ma andiamo per ordine.

«Mi sono trasferita stabilmente qui da maggio 2011 – racconta Giulia, 28 anni ancora da compiere, capelli e occhi chiari, accento assolutamente milanese – . Io e il mio compagno volevamo andarcene dalla città, in un posto con una dimensione più umana, e visto che avevamo un’amica che vive qui abbiamo pensato che fosse la soluzione ottimale. A Milano lavoravo con un contratto a tempo indeterminato nel Settore handicap e salute mentale. Inoltre, per 5 anni mi sono occupata di una cooperativa che organizzava viaggi in Italia e all’estero per gruppi di ragazzi con disabilità».

Alla Sassa, Giulia, di professione educatrice, con la collaborazione di Patrizia, un’esperta progettista, ha deciso di avviare un’esperienza di turismo sociale per ragazzi con disabilità sia fisiche che mentali, che a piccoli gruppi vengono ospitati nelle case del paese e sperimentano l’autonomia e il contatto con la natura.

Il progetto, che si chiama “Turisti per kaos”, ha ricevuto anche un piccolo sostegno economico da parte della Provincia di Pisa, attraverso un bando finalizzato a incentivare l’imprenditoria giovanile. Nel 2011 sono arrivati così alla Sassa alcuni piccoli gruppi, soprattutto da Milano, che in pochi giorni sono stati accolti da tutta la piccola comunità, incuriosita e pronta ad accogliere i nuovi ospiti.

«Il mio lavoro precedente mi aveva permesso di vedere come i grandi viaggi per grandi gruppi di ragazzi disabili fossero dispersivi. Avevamo portato gruppi di 30 ragazzi a Parigi o Berlino, ma anche in mete più piccole in Italia. Al ritorno, però, dopo aver fatto tante cose se ne tornavano a casa con i ricordi offuscati.

Certo, l’esperienza della socializzazione era importante, ma mancava l’ottica di integrazione col territorio e la possibilità di sperimentare l’autonomia al di fuori dal contesto familiare. Alla Sassa, invece, c’erano le condizioni per realizzare tutto questo e far fare ai ragazzi esperienze fondamentali come prepararsi da soli la colazione o andare a comprare il pane nella bottega del paese, anche se non sanno usare i soldi».

Poi è arrivata l’iscrizione al concorso Talenti Italiani su spinta di Gianfranco, il compagno di Giulia, che aveva visto per caso il manifesto in biblioteca. Il concorso premiava progetti innovativi di turismo e quindi “Turisti per kaos” sembrava perfetto. Poi, a inizio febbraio, la comunicazione della vittoria: primo premio nazionale, categoria under 30.

«Naturalmente è stata una grande soddisfazione e, oltre all’intervento di Gianfranco, anche qui è stato fondamentale il contributo di Patrizia, l’amica progettista. A dire il vero all’inizio non mi sono neanche resa ben conto di cosa si trattasse, anche perché gli latri partecipanti vendevano pacchetti turistici mentre il nostro progetto non ha un’ottica commerciale così pressante.

Noi non siamo un’agenzia o un tour operator, non possiamo e non vogliamo venere pacchetti turistici, ma proporre delle attività per le quali il turismo è un mezzo. Per questo, sebbene ci siano state fatte proposte di collaborazione con grandi agenzie, abbiamo deciso di mantenerci su una dimensione più piccola.

Abbiamo stabilito delle collaborazioni di promozione con alcuni operatori, ma non ci appoggiamo completamente all’agenzia, anche perché il nostro obiettivo è mantenere la nostra proposta accessibile, anche dal punto di vista economico».

Un primo bilancio di neanche un anno della nuova vita porta inevitabilmente guadagni e perdite.

«Il cambiamento più grande è stato certamente il ritmo di vita. In una grande città, e tanto più a Milano, ti trovi a correre continuamente per poi arrivare alla sera stremato e senza renderti neanche tanto conto di quello che hai fatto. E adeguarmi a un ritmo diverso, più lento, più umano, non è stato semplice. Spesso mi sono sentita dire, dalle persone con cui lavoro, di rallentare perché, appunto <<non siamo mica a Milano>>.

Certo non sono mancate e non mancano le difficoltà. Un posto nuovo, una comunità piccola… non è stato facile arrivare a coinvolgere le istituzioni, ma è anche normale, all’inizio devi farti conoscere. All’inizio non è stato neanche facile trovare una casa da affittare per un lungo periodo, perché tutti erano abituati agli affitti settimanali per i turisti. Devo però dire che ho avuto da subito grande disponibilità soprattutto da parte delle persone che vivono quotidianamente la realtà del paese e che si sono anche molto affezionate ai miei ragazzi. Mi chiedono notizie di loro, vogliono sapere quando torneranno».

Ilaria Buselli per ognisette

La Sassa (LI): Giulia e i Turisti per kaosultima modifica: 2012-03-07T12:05:32+01:00da minobezzi1
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