Lucca: Imu, case così così, negozi carissimi

 

ALESSANDRO LAZZARINI per loschermo

 

Sono a Lucca gli immobili residenziali che pagheranno l’Imu più bassa d’Italia, almeno finché arriveranno le addizionali comunali che renderanno definitivo il dato. Nemmeno con il ‘governo dei bocconiani’ l’Italia riesce a superare le sue peripezie da terra dei cachi e l’esordio dell’Imu, basata sulle tariffe d’estimo, sarà caratterizzato da conteggi senza alcuna attinenza alla realtà, basati su dati catastali che come noto non tengono conto di alcun fattore necessario per determinare in modo verosimile la rendita di un immobile sul mercato.

Ecco allora che il proprietario di una casa di 100 metri quadrati data in locazione alla periferia di Isernia pagherà tre volte l’Imu del proprietario di analogo appartamento dato in affitto sulla circonvallazione delle Mura urbane di Lucca, così come una casa nelle periferie di Pistoia o Livorno per il fisco vale oltre il doppio di un immobile con lo stesso metraggio alla periferia di Lucca. Peccato che se andiamo ad acquistare o affittare un immobile nella prima periferia di Lucca il prezzo richiesto non sarà esattamente da fanalino di coda d’Italia, anzi, secondo le annuali statistiche de IlSole24ore sarà tra i più cari.

Teniamo ben presente che ogni immobile fa storia a sé, l’indagine si basa su una media statistica pertanto probabilmente anche a Lucca vi saranno immobili accatastati con un valore verosimile. E’ vero tuttavia che l’immagine e il prestigio della città sono molto cresciute negli ultimi venti anni, manifestando i propri effetti in un importante aumento del valore di immobili che al catasto evidentemente sono ancora largamente sottovalutati, ma chissà in quale epoca storica la periferia lucchese ha avuto minor valore di quella di Catanzaro o Nuoro.

La speciale classifica degli orrori pubblicata da IlSole24ore propone l’esempio dell’imposta pagata dai proprietari di immobili dati in locazione e si riferisce come detto solo al dato di base, 0,76% della rendita catastale (0,4 se prima casa), a cui andranno poi aggiunte le addizionali municipali. L’Imu più cara si pagherà a Venezia, seguita da Roma, e fin qui sembrerebbe verosimile, ma poi arriva al terzo posto Salerno a dare il via a una graduatoria senza alcuna giustificazione concreta che si chiude come detto con Lucca privilegiato fanalino di coda. Per dare una misura concreta delle castronerie catastali su cui è basata l’Imu basta esporre i numeri: l’imposta di base pagata dal proprietario di una casa di 100 metri quadri data in affitto a Venezia sarà di 1.563 euro, l’analogo lucchese pagherà 194 euro.

Ancora più fantascientifiche le risultanze catastali dei negozi, a cui alle note storture del catasto si uniscono nel ricalcolo valori fiscali ancor più bizzarri di quelli riguardanti l’edilizia residenziale. Dal marasma però stavolta Lucca non esce privilegiata e si piazza quindicesima: l’Imu per un negozio di 100 metri quadri in centro a Lucca sarà di 1.799 euro, a Sondrio (la più economica) 338 Euro (1.210 a Venezia). In questo caso i fondi che pagheranno di più sono a Roma (4.057), quindi Bologna e poi, sorpresa, Latina. Inutile snocciolare ulteriori esempi per mostrare quanto le graduatorie in questione siano sballate, d’altra parte è già di per se una barzelletta che la città con gli immobili residenziali di minor valore sia una tra quelle dove i fondi commerciali valgono di più.

Intanto godiamo dell’inaspettato privilegio che l’inefficienza italiana ci riserva, poi staremo a vedere: i bocconiani infatti si sono resi conto che forse al catasto sono archiviate favole più che numeri su cui basarsi per salvare i conti pubblici e si sono ripromessi di riformarlo. Se tutto va secondo i tempi italiani, possiamo sperare che ancora per qualche anno i valori rimangano inalterati. 

Lucca: Imu, case così così, negozi carissimiultima modifica: 2012-03-13T09:55:36+01:00da minobezzi1
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