Pistoia: Motoferrotramvia PT-PO-FI


Federico Gasperini per greenreport

La Piana tra Firenze, Prato e Pistoia è un’area fortemente urbanizzata dove vivono 800mila abitanti, più quelli che ci lavorano e transitano, è luogo dove si produce il 30-40% della ricchezza della regione, e di grandi infrastrutture (pensiamo solo a quelle della mobilità come le autostrade) esistenti e di prossima realizzazione.

Diminuire l’impatto ambientale su quest’area è una priorità e per ciò che attiene la riduzione dell’inquinamento da traffico veicolare, qualche anno fa Legambiente Toscana avanzò una proposta per realizzare una grande infrastruttura della mobilità sostenibile. La metroferrotramvia, cioè un sistema di trasporto su ferro capace di collegare l´asse Firenze-Prato-Pistoia e di irradiarsi in tutta la zona, passando quindi per Calenzano, Sesto F.no, Campi B.zio, Signa, Poggio a Caiano, Montemurlo, Agliana, Montale e Quarrata.

Nelle scorse settimane il tema è tornato di attualità grazie anche agli input dei media (il settimanale Metropoli in particolare). Per questo greenreport ha chiesto all’ideatore della proposta, Piero Baronti, ex presidente di Legambiente Toscana attuale portavoce degli Ecodem nella nostra regione, cosa bolle in pentola.

«L’argomento è tornato di attualità per l’attenzione che ha destato negli amministratori regionali e locali della Piana FI-PO-PT. Circa venti giorni fa a Campi Bisenzio è stato fatto un convegno sul tema a cui ha partecipato anche l’assessore provinciale Giorgetti. E’ stato poi creato un gruppo di lavoro che mi è stato chiesto di coordinare, che dovrà buttare giù una proposta progettuale. Il gruppo si è riunito per la prima volta ieri ed è composto, oltre a me, da Luigi Pingitore, responsabile trasporti mobilità e aree urbane di Legambiente Toscana, Federico Mazzoni, presidente dell’Aci di Prato, Paolo Federighi ,consigliere comunale di Campi Bisenzio, Luca Fagioli, assessore all’Urbanistica di Quarrata, Saverio Mariotti architetto che ha già lavorato su questi temi. Ma il gruppo di lavoro si sta ancora estendendo».

Il punto di partenza è rappresentato dalla proposta del 2008? E quali sono gli obiettivi che vi siete dati?

«Si ripartiamo da quella proposta per elaborare un progetto preliminare che tenga conto innanzi tutto del collegamento di Firenze con i comuni più vicini, ad esempio la linea due della tramvia che parte da Peretola e può essere collegata con Campi Bisenzio. Ma elaboreremo un progetto di mobilità sostenibile che sia funzionale a tutta l’area vasta. Per questo però è necessario un collegamento con le politiche urbanistiche che si andranno ad attuare in quest’area e con i singoli piani strutturali dei comuni».

Per realizzare un progetto simile le risorse economiche sono un aspetto fondamentale. A quale linea di finanziamento avete pensato?

«Ci sono i finanziamenti del governo e soprattutto quelli della Comunità europea 2014-2020 che prevedono proprio per le aree urbane e metropolitane finanziamenti dedicati anche per centrare gli obiettivi del 20-20-20».

A Legambiente, a cui “appartiene” l’idea iniziale, abbiamo chiesto con quali proposte si è seduta al tavolo di lavoro. «Abbiamo posto due tre questioni che sono per noi fondamentali – ha risposto Luigi Pingitore, responsabile trasporti mobilità e aree urbane – La prima è che il Parco della Piana non deve essere un’opera di compensazione per le infrastrutture che sorgeranno nell’area (aeroporto, termovalorizzatore..) , ma un elemento ordinatore dello sviluppo dell’area che mitighi gli effetti della città diffusa. In questo senso la metroferrotramvia, che lo dovrebbe attraversare, può rappresenta un valore aggiunto».

«Il secondo punto riguarda “il dove” si fa questa infrastruttura di mobilità. Dovrebbe essere un asse ferroviario mediano tra i due esistenti, tra la direttrice verso Prato e quella che va verso Livorno. Stare tra queste due linee toccando i centri urbani più importanti dove la domanda di trasporto è alta, quali Campi Bisenzio, Poggio a Caiano, Quarrata, deve essere l’obiettivo. Perché oggi spostarsi da Firenze per raggiungere questi centri importanti (o viceversa), con l’auto e lo sottolineo, significa impiegare più tempo che andare a Bologna o a Roma con il treno Av. L’ultimo aspetto che abbiamo chiesto è un chiaro coinvolgimento di Firenze e della sua amministrazione senza la quale si va poco lontano».

 

Pistoia: Motoferrotramvia PT-PO-FIultima modifica: 2012-03-29T21:13:21+02:00da minobezzi1
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