Carrara: Paolo Storti e il Raglio Apuano

Paolo fa il meccanico, ha un lavoro a tempo indeterminato in un nota officina di moto e uno stipendio di tutto rispetto. Ma ha anche un sogno nel cassetto: «Voglio cambiare vita» dice. Paolo Storti, trentenne di Carrara, ai motori preferisce la natura, alle due ruote le quattro zampe. Degli asini.

Ne ha 12, di razza amiatina: c’è Morena, la più anziana, poi Giulia, Rocco, Monica, Veronica… e l’ultimo arrivato, Giuseppe, nato il 19 marzo. Questi animali fanno parte della sua famiglia da generazioni, sono una necessità (l’unico mezzo per raggiungere i terreni montuosi della zona, segnati solo da mulattiere) e una passione ereditata dal nonno e dal padre, che Paolo, però, ora vorrebbe trasformare in un’impresa. Agricola, ma 2.0.

La sua idea, che unisce tradizione e innovazione, natura e tecnologia è produrre latte d’asina e venderlo anche on line, sfruttando l’e-commerce. «Il latte d’asina è molto particolare, è usato nella cosmesi ma è anche un ottimo sostituto del latte materno, indicato per bambini allergici o intolleranti, ma anche per gli anziani – spiega – Attualmente in Italia sono un paio le realtà specializzate. Vorrei inserirmi in questo settore anche se so che sarà un percorso molto difficile e lungo». Ogni asina produce fino a un massimo di 2 litri di latte, spiega, per ottenerli bisogna mungere anche fino a 3 volte al giorno, ma un litro di latte può costare anche fino a 15-16 euro al litro. «E’ una produzione preziosa» dice il giovane meccanico, che è pronto a lasciare un impiego sicuro per dedicarsi completamente a questa avventura imprenditoriale. Sei anni fa ha acceso un mutuo per acquistare un terreno di circa 1 ettaro e mezzo, agli Ossi, una località sulle Alpi Apuane, vicino alla foce del fiume Magra, e ora sta ristrutturando il rudere in cima alla vetta, prima ricoperto interamente dalla vegetazione, dove costruirà anche una stalla per l’inverno.

E’ qui, tra boschi e prati e silenzio che “pascola” in libertà la sua famigliola di asini. L’azienda ha già un nome, “Raglio Apuano”. Per ora si occupa di allevamento e vendita di puledri ma tra un mese inizierà a produrre e a vendere latte; on line, nei mercati di Coldiretti, o agli ospedali del territorio, per rifornire i reparti maternità. «L’attività di allevamento mi sta aiutando a costruire il mio sogno – racconta Paolo – Tirare fuori la giornata non è facile ogni giorno, ma a me va bene così: voglio fare questo da grande. Godermi i ritmi della natura da qui».

Ivana Zuliani

Carrara: Paolo Storti e il Raglio Apuanoultima modifica: 2012-04-20T15:11:29+02:00da minobezzi1
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