Pisa: Il Trovatore

Tutto esaurito e grande attesa per “Il Trovatore” , il capolavoro verdiano del 1853, di scena al Teatro Verdi questo fine settimana (sabato 15 gennaio ore 20.30 e domenica 16 gennaio ore 16), penultimo titolo della Stagione Lirica 2010/2011.

L’opera sarà preceduta dall’ormai tradizionale conferenza prevista nel ciclo “Opera e Dintorni”: venerdì 14 gennaio alle ore 18, in Sala “Titta Ruffo”. Per un imprevisto impedimento di salute del relatore originariamente previsto, Carlo Majer, la conferenza sarà tenuta dal neo-direttore artistico del teatro, il baritono Marcello Lippi, nominato dal Consiglio d’Amministrazione proprio in questi giorni sulla base delle risultanze del bando indetto la primavera scorsa per l’attribuzione dell’incarico.

 

Il gioco sapiente di visualizzazione, affidato al movimento di pannelli di varie trasparenze, rende più intensa e profonda l’anima notturna dell’opera i cui eroi sembrano muoversi secondo i misteriosi battiti di un cosmico cuore di tenebra…. Uno spettacolo visionario e innovativo…”, così Enrico Gatta, fra i critici italiani più autorevoli, all’indomani delle recite ravennate, alla fine di novembre, di questa nuova produzione del Trovatore che viene dal Teatro di Ravenna (coprodotta con i teatri di Jesi, Fermo, Cosenza, Ferrara e, appunto, Pisa, ultima tappa della tournée) e che, firmata per regia e ideazione scenica da Cristina Mazzavillani Muti, è riproposta nell’allestimento trasognato e d’avanguardia presentato da Ravenna Festival nel 2003, dove fu accolto da un grande successo di pubblico e di critica. Sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini il maestro Nicola Paszkowski che con questo titolo debutta nel repertorio verdiano.

Una riproposta che in realtà è “Un viaggio che continua – come ha affermato Cristina Muti in una intervista al Corriere di Romagna, perché – nell’arte l’innovazione non nasce mai da niente, tutto si collega a ciò che già è stato e ognuno di noi non fa altro che portare un tassello alla costruzione del ‘nuovo’ che si rigenera continuamente … e grazie al progresso tecnologico oggi è possibile fare ciò che sette anni fa non era realizzabile” e prosegue “I canoni dell’immaginario melodrammatico popolare sono tuti rispettati: il fuoco, le torri, la notte, la luna… Anzi, la duttilità dell’immagine virtuale consente di evocare ciò che la staticità della scena convenzionale non permetterebbe, e di rispettare fino in fondo il dettato verdiano”.

La visionarietà di Cristina Muti, ancora una volta artefice di un grande laboratorio per giovani cantanti, musicisti e creatori-elaboratori di immagini e suoni, rilegge infatti il capolavoro di Verdi (che Massimo Mila definiva “il più pazzo dei melodrammi”) in chiave moderna, grazie all’uso strutturale ed intensivo delle tecnologie multimediali, pur con continui e precisi rimandi alla tradizione dell’opera. “Una zingara sul rogo, un bambino rapito e un altro, bruciato, per vendetta e per sbaglio; un amore grande, assoluto, e un altro rabbioso, non corrisposto; una donna-angelo pronta al sacrificio estremo; e due fratelli uniti dal sangue e dall’odio e dall’amore divisi; e una figlia e poi madre, zingara o strega, che ama e che odia; e duelli e battaglie e ancora il fuoco in cui leggere e confondere passato e futuro; e il destino, per tutti implacabile, avverso. È qui – come sottolinea la regista – tra le pieghe di questa improbabile e caotica galleria di figure e di eventi che germoglia, implacabile anch’essa, l’efficacia del Trovatore”.

Come nel 2003 visual director è Paolo Miccichè che, affiancato da Davide Broccoli, ha trasformato la bellezza statica dei soggetti fotografici (di Enrico Fedrigoli) in elementi scenici, dando loro profondità e movimento. A sette anni dalla prima messa in scena, gli enormi progressi compiuti dalla tecnologia consentono di cogliere nuove suggestioni rileggendo le immagini di Ravenna e dei suoi luoghi che, oggi come allora, saranno il teatro di una vicenda senza luogo e tempo. Una città dove i luoghi bizantini e le valli, da dove emergono rugginosi ruderi industriali, con sinistri bagliori di fuoco riflessi su immobili specchi d’acqua iridescenti di petrolio, si sovrappongono in una stratificazione onirica di agitate visioni. Queste immagini, pur ricreate utilizzando tecnologie all’avanguardia, condividono la stessa intima poesia della lanterna magica e del teatro di burattini. La componente visiva dello spettacolo è completata dalla determinante sottolineatura dei momenti salienti dell’opera frutto delle luci disegnate da un poeta dell’illuminotecnica quale è Vincent Longuemare (già al fianco di Cristina Muti in ‘Traviata’), e dai costumi senza tempo di Alessandro Lai. Il progetto di spazializzazione dei suoni, curato da Alvise Vidolin per il Festival del 2003 ed ora realizzato da BH Audio, sposterà le voci all’interno del teatro seguendo l’evolversi della spazialità scenica.

Il giovane cast che si alternerà nelle due recite è composto da Antonio Coriano (sabato) e Piero Pretti (domenica) nei panni di Manrico, Singe Büyükedes (sabato) e Anna Kasyan (domenica) nelle vesti di Leonora, Dario Solari (sabato) e Alessandro Luongo (domenica), il baritono pisano che sta mietendo notevoli successi, nel ruolo del Conte di Luna, Anna Malavasi (sabato) e Clara Calanna (domenica) nei panni di Azucena. Nel ruolo di Ferrando si esibirà Luca Dall’Amico, Ines sarà Laura Baldassari, mentre Ruiz sarà interpretato da Giorgio Trucco. Il Coro, impegnato in quelle che sono alcune fra le pagine più belle dell’opera, è quello del Teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati.

Per informazioni: Teatro di Pisa tel 050 941111 e www.teatrodipisa.pi.it

 

Pisa: Il Trovatoreultima modifica: 2011-01-13T12:48:26+01:00da minobezzi1
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