Arezzo: IV Giornata delle ferrovie dimenticate

La IV° giornata delle ferrovie dimenticate, promossa da Co.Mo.Do. (Comitato Mobilità Dolce), una confederazione di associazioni che si occupano di mobilità alternativa,  turismo, tempo libero e attività all’aria aperta con mezzi e forme eco-compatibili, quest’anno si celebra domenica 6 marzo e ha per titolo: “Alla scoperta delle gallerie della vecchia F.A.C. (Ferrovia dell’Appennino Centrale Arezzo – Fossato di Vico)”.
La “incombenza” di curare l’iniziativa ad Arezzo, che ha ottenuto il patrocinio del Comune, della Camera di Commercio e della Provincia di Arezzo, è a carico di FIAB Circolo Amici della Bici, Dopolavoro Ferroviario di Arezzo, Centro di Aggregazione Sociale di Palazzo del Pero.
I partecipanti, per i quali è previsto il ritrovo alla stazione di Arezzo alle 8,30 e partenza dal  binario I alle 9, potranno riscoprire in bicicletta la tratta Arezzo – Bagnoro – Gragnone – Mulino della Botte – La Giostra – Torrino – Palazzo del Pero e ritorno.
Roberto Banchetti, assessore alla mobilità del Comune di Arezzo: “ero proprio ieri all’incontro sulla Due Mari con l’ingegnere Cardinali che mi ha garantito sulla stabilità delle gallerie che si trovano lungo il percorso. Quelle non sicure verranno sostituite con percorsi alternativi. In questo quadro, promuoviamo come Comune la mobilità alternativa, o ‘dolce’, in ogni sua espressione. In  tale contesto sono soprattutto gli aspetti ludico-culturale e di valorizzazione del territorio a prevalere”.
Giovanni Cardinali, ex ingegnere capo della provincia di Arezzo: “a proposito delle gallerie, esse rappresentano l’architettura più affascinante del tracciato, tutte in pietra e laterizio con il fornice di ingresso. Si faceva lo scavo nella collina e si riempiva tutto con tecnologie uniche nel suo genere con la sezione del tunnel parabolica o quasi circolare. Il recupero del tracciato andrebbe inserito nel regolamento urbanistico del Comune di Arezzo, assieme alla previsione di una ciclo-stazione e di un museo della ferrovia sempre ad Arezzo che era un crocevia dell’intero sistema ferroviario italiano. E non dimentichiamo che tra prima e dopo la guerra, le ferrovie italiane sono passate da 43.000 a 31.000 chilometri, ce ne sono dunque migliaia da recuperare. La FAC è uno degli esempi di maggior pregio”.
Emiliano Cecchini, assessore alla innovazione del Comune di Arezzo: “è il secondo anno che il Comune partecipa a questa giornata che nel 2010 si è tradotta in un grande sforzo collettivo con partecipanti di tutti i tipi e squadre di caccia al cinghiale che liberavano i sentieri. Insomma una domenica vissuta e bellissima, attraverso luoghi sconosciuti, con tante suggestioni per recuperare storia e costume del nostro territorio”.
Fabrizio Montaini, neo-presidente della FIAB: “l’evento vuole richiamare l’attenzione per il recupero di un patrimonio di archeologia industriale eccezionale ma che si sta perdendo per incuria e abbandono. L’escursione, di 45 chilometri complessivi di media difficoltà, richiede una bici dotata di luci anteriori e posteriori, preferibilmente con gomme anti-foratura. La pendenza media della salita per il valico del Torrino, sia in andata che in ritorno, è costante del 3%, a esclusione di alcuni tratti dove sono presenti gallerie inagibili che richiedono un passaggio, anche a piedi, su sentieri alternativi di pendenza maggiore”.
Paolo Chiasserini, sempre della FIAB: “questo tratto iniziale della Ferrovia dell’Appennino Centrale, per una lunghezza di 18 chilometri, presenta 20 gallerie di modesta lunghezza delle 23 complessive dell’intero tracciato di 134 chilometri. Per superare le colline che separano Arezzo dalla Valle del Cerfone, affluente del Tevere, la vecchia ferrovia supera un dislivello di 250 metri con numerosi tornanti. E accanto alle gallerie citate, non vanno dimenticate le opere d’arte presenti lungo il percorso, il paesaggio unico, i viadotti, i ponti, i caselli, le stazioni, un patrimonio oggi in parte destinato a uso privato, in parte diruto, in parte abbandonato”.
Iscrizioni presso il Circolo Amici della Bici di via della Fioraia 17 o presso il Dopolavoro Ferroviario. Informazioni e comunicazioni: info@gcardinali.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , tel. 3397705139 oppure valentini@ntc.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , tel. 3393384671.
Venerdì 4 marzo alle 17, nella sede del Dopolavoro Ferroviario, c’è un convegno dal titolo “Una ferrovia da non dimenticare”, appuntamento propedeutico alla giornata di domenica quando sarà possibile percorrere tratti in bicicletta della ferrovia abbandonata dal momento della chiusura improvvisa per motivi bellici intervenuta nel giugno del 1944.

 
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Arezzo: IV Giornata delle ferrovie dimenticateultima modifica: 2011-02-24T17:11:59+01:00da minobezzi1
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