Colonnata di Carrara:Il lardo

 

Il lardo di Colonnata a indicazione geografica protetta (Igp) è molto probabilmente il prodotto gastronomico della tradizione italiana più imitato nel mercato nazionale. Se ne producono infatti 1.600 quintali, mentre in Italia se ne consumano 65 mila quintali, come a dire che sette volte su dieci é un falso.

Con un boom della domanda acceso nel 1986 dagli apprezzamenti di Luigi Veronelli e Mario Soldati, poi consolidatosi con il presidio Slow Food e l’attribuzione della Igp, fino alla presenza costante del prodotto nei menu dei wine bar così come nel gotha della ristorazione internazionale, da Sirio Maccioni a New York, all’enoteca Pinchiorri, e chez Alain Ducasse, a Parigi e a Montecarlo. A quantificare la produzione di vero lardo di Colonnata, la cui quota di export sfiora il 15%, fu nel 2008 il produttore Venanzio Vannucchi uno degli artefici del boom del lardo di Colonnata.

Se “clicchi” su Google “prosciutto di Langhirano” ottieni:
“Circa 25.000 risultati (0,22 secondi)”;
con “salame di Felino”
“Circa 35.700 risultati (0,09 secondi)”;
con “lardo di Colonnata”
“Circa 83.400 risultati (0,24 secondi)!
 
Però dietro al “prosciutto di Langhirano”, al “salame di Felino”, ci sono decine di salumifici, centinaia di addetti…un’economia. Per il lardo di Colonnata …solo qualche famiglia.
Sarebbe sufficiente questo per riflettere, senza andare  sui massimi sistemi, sui problemi dello sviluppo in provincia di Massa  e Carrara.

ottopassi
(Senza tenere i conto che c’è anche una Colonnata a Sesto Fiorentino e gli equivoci sono all’ordine del giorno: nota di eccolatoscana)

Colonnata di Carrara:Il lardoultima modifica: 2011-05-09T19:10:45+02:00da minobezzi1
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