Lucca: La fine della sua repubblica

Jean Mathieu Philibert Sérurier - maresciallo di Francia e conte dell'Impero

Iacopo Lazzareschi Cervelli per loschermo

Le truppe francesi comandate dal generale Jean Mathieu Philibert Sérurier entrarono a Lucca il 2 gennaio 1799. La democratizzazione dello Stato lucchese iniziò nel Consiglio Generale dove il 15 gennaio successivo furono abrogate le leggi del 9 Dicembre 1556 e del 21 Gennaio 1628 che avevano reso la Repubblica di Lucca un’oligarchia.

Il 2 e 3 febbraio furono indette elezioni generali ma risultati furono talmente negativi per il partito democratico che il generale francese, dal suo comando presso l’attuale Palazzo Sani di via Fillungo, decise di intervenire. Così a mezzogiorno del 4 febbraio, convocati a Palazzo degli Anziani (Palazzo Ducale)  il Consiglio Generale, il Gonfaloniere e agli Anziani della Repubblica, Serrurier licenziò il Governo d’antico regime con queste parole:

«Gli ordini del generale in capite dell’Armata d’Italia mi fanno entrare oggi in questo luogo per dichiararvi una gran verità e farla eseguire. Devo prima di tutto, Signori, dichiararvi la riconoscenza di tutti i bravi Lucchesi per la maniera con la quale avete amministrato il governo. L’uomo è nato libero, ecco la gran verità, e domanda di rientrare in tutti i suoi diritti. Non resta dunque fra voi, o Signori, classe alcuna privilegiata; tutti gli uomini sono eguali. Ho preso da questa massa i cittadini destinati a governare provvisoriamente la Repubblica di Lucca.

Sono andato in cerca dell’uomo virtuoso, m’è stato indicato. Spero che tutti i buoni cittadini saranno contenti di questa prima scelta. Non scorgo più fra voi che cittadini pronti a intraprender tutto per vantaggio di questa Repubblica Lucchese. Cedete dunque al nuov’ordine di cose ed istruite quelli che sono destinati ad occupare i vostri posti, ed avrete servito bene la patria. Parto per compiere la grand’opera che mi è confidata. Il vostro patriottismo esige che inviate subito le persone illuminate a comunicare tutte le cognizioni che gli saranno ricercate».

Girolamo Tommasi descrive quello che accadde subito dopo nella sala: «Come ebbe detto levossi gravemente dal suo seggio il Gonfaloniere Nicolao Montecatini, e dopo di lui tutti gli altri, e in silenzio profondo, abbandonarono la sala, riducendosi dolenti alle proprie case. La terza delle italiane aristocrazie aveva cessato per sempre».

Il nuovo governo fu scelto direttamente da  Sérurier che adottò una costituzione derivata da quella francese anno III e da quella della vicina Repubblica Ligure. La nuova Repubblica Lucchese adottò il tricolore rosso, bianco, blu come bandiera ma durò appena il tempo di abolire i fedecommessi perché il 17 luglio del 1799 i francesi abbandonarono Lucca per le vittorie riportate dall’esercito austro-russo nel nord Italia.

Il 24 luglio il generale austriaco Johann von Klenau, avendo occupato con una guarnigione la città, istituì una nuova reggenza esecutiva composta dall’ultimo collegio aristocratico che era stato in carica. Lucca era ormai in balia degli eserciti stranieri senza la possibilità di restaurare l’antico governo né costituirne un nuovo indipendente. Il 30 luglio Klenau informò i lucchesi di aver ordinato la requisizione le artiglierie e le armi della città da utilizzare contro le truppe napoleoniche.

Furono così portati via i 124 cannoni delle mura di Lucca e l’armeria di Palazzo che conservava  cimeli di tutte le epoche fra cui la spada di Castruccio Castracani, la sella e il moschetto di Niccolò Piccinino. Le armi furono trasportate a spese del governo lucchese in massima parte a Mantova da dove furono disperse e probabilmente in parte distrutte per cavarvi metallo.

 

Johann Josef Cajetan von Klenau und Janowitz

Lucca: La fine della sua repubblicaultima modifica: 2011-01-10T09:20:23+01:00da minobezzi1
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