Firenze: Suzuky/Mameli

Alberto Salvadori

Il 14 aprile 2011 al Museo Marino Marini si inaugurerà la doppia personale, solo show di Tomoaki Suzuki e free compositions di Maria Antonietta Mameli, a cura di Alberto Salvadori.

Il piacere, la curiosità per il diverso, per l’originale, per qualcuno che ci attrae ma non necessariamente dobbiamo conoscere, convivono nel lavoro di questi due artisti.

Come il protagonista di un manoscritto trovato in una tasca di Julio Cortazar potremmo muoverci tra i personaggi presenti in mostra, lasciandoci invaghire da uno di loro, posando poi messaggi anonimi frutto di una appassionata e lenta osservazione in grado di mostrare tutti i nostri sentimenti.

L’indagine del reale, come poetica del vissuto in assenza di contatti personali nel caso di Mameli, e di un coinvolgimento che prevede forme di condivisione e di partecipazione nel caso di Suzuki, è al centro della ricerca e della pratica dei due artisti che mettono così in scena un teatro del vero in grado di restituire esperienze spazio temporali di luoghi e persone.
Tomoaki Suzuki vive e lavora a Dalston nell’East End londinese, vero e proprio laboratorio di street style, dove molteplici matrici culturali ed estetiche convivono da sempre: afro caraibici e turchi; sincretismo animista con monoteismi; il più importante mercato alimentare afro caraibico con kebab e fish and chips.
Questo luogo eletto ha fatto si che Tomoaki abbia registrato, dal 1998 a oggi, con i suoi ritratti una londinese iconografia contemporanea dei cambiamenti di usi e costumi.
Le sculture-ritratto policrome, in legno di lime, presenti in mostra, sono frutto di lunghi studi di selezione di avvicinamenti, di condivisione tra l’artista e i modelli, di una personale scelta estetica e di rappresentazione del sé.

Parallelamente Maria Antonietta Mameli ha indagato in maniera totalmente opposta, anonima, potremmo dire stalkeriana, un’umanità eterogenea che si muove in alcuni dei luoghi simbolo di New York: Grand Central Station e le propaggini di China Town percepibili dal ponte di Brooklyn.
Singole presenze e moltitudini d’individui sono i protagonisti delle fotografie-ritratto, dove il piacere della visione e la sempre presente curiosità verso l’altro, si manifesta in miniature che recitano autonomamente in un contesto di vite solitarie come quello delle grandi metropoli.

Al Museo Marino Marini, Maria Antonietta Mameli esporrà il suo ultimo lavoro intitolato Human Observations – Free Composition insieme ad alcune opere della serie Human Observations – Long Takes, contemporaneamente in esposizione anche a New York, e Human Observations – Grand Central Station.

In occasione dell’inaugurazione si terrà un talk con Francesca Recchia sui temi della trasformazione e del cambiamento estetico sociale, artistico e sociologico delle grandi metropoli.

Tomoaki Suzuki nasce a Mito, nella Prefettura di Ibaraki, Giappone, nel 1972. Frequenta la Tokyo Zoei University, dove studia scultura con Katsura Funakoshi. Nel 1996 si trasferisce a Londra, dove consegue un MA in Fine Art al Goldsmiths College nel 1999. Espone in mostre personali a Londra e all’estero dal 2001. Nel 2004 completa un presepe, commissionato dalla chiesa di St Martin In-The Fields, a Trafalgar Square, che viene esibito nella piazza ogni anno per tutto il mese di Dicembre, ai piedi della Colonna di Nelson. Tra le mostre recenti: The Youth Of Today, Schirn Kunsthalle, Frankfurt (2006), FLAG Art Foundation, New York (2009) e BigMinis, CAPC Musée d’ Art Contemporain, Bordeaux (2010).

Maria Antonietta Mameli è nata a Cagliari nel 1969. Vive e lavora a New York.
Nell’aprile del 2008 si è inaugurata la sua prima mostra personale presso la galleria Silverstein Photography/20 di NewYork. Nel Dicembre 2010 a Pulse Miami, la galleria Bruce Silverstein di New York ha presentato dodici opere della Mameli.
Alla galleria Bruce Silverstein a New York 24th Street, è in programma, per il 7 aprile 2011, una sua nuova personale dal titolo Human Observations – Long Takes. Le nuove opere della Mameli, saranno esposte insieme alle fotografie vintage di alcuni tra i più importanti maestri della fotografia quali Robert Doisneau,Ilse Bing, André Kertész e Brassaï, in un ensemble intitolato Night.
A partire dal 2007, le opere della Mameli sono state esposte nelle più importanti fiere d’arte internazionali quali Paris Photo, Parigi, Art Basel, Basilea, Art Basel Miami Beach, Miami, AIPAD, NewYork, Armory Show – Modern, New York.

Francesca Recchia è una ricercatrice che ha lavorato e insegnato in diverse parti del mondo fra cui Iraq, Olanda, Italia, Svezia, Pakistan, Palestina. Si occupa principalmente della dimensione geopolitica dei processi culturali ed è interessata alle interconnessioni fra potere, organizzazionedello spazio costruito e conflitti sociali. Il suo è un lavoro radicalmenteinterdisciplinare che combina studi visivi, sociali, culturali e postcoloniali. Francesca Recchia è stata Postdoctoral Research Fellow alla Bartlett School of Planning, University College of London, ha un dottorato in Cultural Studiesall’Università Orientale di Napoli e un Master in in Visual Cultures al Goldsmiths College, University of London. Tra le sue pubblicazioni recenti ci sono: Within the Circle of Fear. Field notes from Iraqi Kurdistan’ in Sarai Reader 08: Fear; ‘Memory and Place. Perspectives from Iraqi Kurdistan’ in Third Text Asia e ‘Radical Territories of Affection” in Art and Activism in the Age of Globalization.

Si ringraziano Corvi-Mora London e Bruce Silverstein Gallery New York.

Immagine: ph. Tomoaki Suzuki, sam, 2010, lime wood, acrylic paint, courtesy Corvi-Mora Gallery

i.it Inaugurazione: giovedì 14 aprile, ore 18.30
Interverrà Alberto Salvadori, direttore del Museo Marino Marini e curatore delle due esposizioni
Saranno presenti gli artisti

Museo Marino Marini
Piazza San Pancrazio – Firenze
orari: Lunedì 10-17
Mercoledì – Sabato: 10 – 17
Chiuso il martedì, la domenica e i giorni festivi
Biglietti intero: € 4, ridotto € 2

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Firenze: Suzuky/Mameliultima modifica: 2011-04-13T10:02:02+02:00da minobezzi1
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