Campiglia Marittima (LI): La riconversione delle cave di pietrame

 

La giunta  di Campiglia Marittima (Livorno) nei giorni scorsi ha negato la proroga delle concessioni minerarie di Montorsi e Monte Spinosa, una cosa chiesta anche dall’opposizione di “Comune dei Cittadini”, seconda la quale però questa decisione avrebbe  fatto emergere un problema da loro sollevato da tempo: «Se davvero si persegue la cessazione delle attività di cava e di miniera al termine dei piani di coltivazioni autorizzati, non si può aspettare l’ultimo momento a mettere in campo programmi alternativi per evitare insidiosi ricatti occupazionali». Per questo il gruppo chiede di discutere al più presto  questi argomenti in Consiglio comunale.

Il parere negativo della Giunta campigliese riguarda un progetto per il  rinnovo di altri 15 anni delle concessioni minerarie di Montorsi-Spinosa, presentato insieme da “Minerali Industriali” e “Sales”. La decisione non è piaciuta alla Fillea-Cgil che teme per le prospettive di reimpiego dei lavoratori e lamenta una mancanza di proposte del Comune.

L’amministrazione è invece sostenuta in questa sya decisione dal Pd locale e il responsabile ambiente della Federazione del Pd, Vito Bartalesi, il 16 agosto scriveva che «La federazione Pd della Val di Cornia Elba ha discusso in merito alla posizione assunta dall’amministrazione comunale e dall’unione Comunale del Pd di Campiglia in merito alla richiesta del rinnovo delle concessioni minerarie “Botro ai marmi” e “Montorsi” presentate dalle società “Minerali industriali S.p.A” e “Sales S.p.A” riguardanti attività mineraria. Il forte carico ambientale costituito dalle attività estrattive nei territori collinari che riguarda principalmente il comune di Campiglia Marittima, ma anche quello di San Vincenzo e Suvereto, costituisce un grave problema la cui soluzione non è più rinviabile. Nel merito, quindi, della vicenda in discussione nel comune di Campiglia Marittima la Federazione Pd della Val di Cornia-Elba, esprime totale condivisione delle valutazioni espresse dalla Giunta Comunale e dai locali circoli del partito. Come più volte espresso nei programmi amministrativi con cui il partito si è presentato di fronte ai cittadini, ribadiamo la convinzione che non si possano più aprire nuovi fronti di cava e che il ripristino ambientale del territorio debba procedere di pari passo con le lavorazioni residue. Consideriamo, allo stesso tempo, con preoccupazione la situazione che il settore estrattivo vive anche sul nostro territorio, compresso da una gravissima crisi economica a lungo trascurata ed adesso esplosa nella sua assoluta gravità. La Federazione Pd Val di Cornia – Elba, a tale scopo, richiede e ricerca un confronto serrato con le rappresentanze sindacali e con le imprese del settore per costruire insieme un percorso che ci consenta di dare risposte concrete ed immediate anche sul versante occupazionale. Ci sentiamo impegnati a costruire un futuro di solidità economica dei nostri territori che valorizzi le risorse ambientali e costruisca un modello equilibrato in cui l’ambiente rappresenti un valore aggiunto da vivere e da consegnare alle future generazioni». 

Tutto bene? Nn proprio a sentire “Comune dei Cittadini”, che dopo aver detto che quelle di Bartalesi sono «valutazioni che condividiamo», aggiunge: «Anche se, per onor del vero, bisogna ricordare che nel 2002, contravvenendo ad una precisa deliberazione del Consiglio Comunale, con un atto dirigenziale sono stati raddoppiati i volumi estraibili dalla cava di Monte Calvi: da 4 a 8 milioni di metri cubi. Coerenza vorrebbe che si esprimesse un giudizio negativo su quella scelta, priva di qualsiasi motivazione se non quella di massimizzare i benefici economici dell’impresa estrattiva. Comunque, meglio tardi che mai».

Approvando nel 2007 il Piano strutturale, il Comune di Campiglia ha deciso di non rinnovare le autorizzazioni di cava. Il Regolamento urbanistico di quest’anno indica la cessazione delle attività minerarie allo scadere dei piani di coltivazione:2018 per la cava di Monte Calvi e 2020 per  Monte Valerio il 2020. Le due aree dovranno essere riconvertite a parco.

Ma Comune dei Cittadini” non è del tutto tranquillo: «Come è apparso evidente nei giorni scorsi, per poter attuare quei propositi, occorre lavorare da subito ai programmi di riconversione produttiva ed occupazionale. Lo andiamo chiedendo da quando siamo presenti in consiglio comunale: non possiamo attendere passivamente la scadenza delle autorizzazioni per costruire le alternative. C’è un grande lavoro da fare, da subito,  mettendo in campo la progettualità che è necessaria per governare un processo come quello che prefigurano i piani urbanistici. Per queste ragioni abbiamo chiesto di portare questi argomenti in Consiglio Comunale, dove non sono mai stati discussi. 

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Campiglia Marittima (LI): La riconversione delle cave di pietrameultima modifica: 2011-08-31T17:42:32+02:00da minobezzi1
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